Articoli

Social media marketing

Social media marketing: tre errori da evitare nel 2019

Oggi, che tu sia un’azienda consolidata o una startup, il social media marketing non è una delle tante opzioni per promuoversi sul mercato. È una vera e propria esigenza. Molte imprese hanno compreso l’efficacia del social media marketing per raggiungere e comunicare con i propri clienti, ma lo fanno in modo sbagliato.
Ecco i tre principali errori di social media marketing da non portare nel 2019.

1 – Non definire un target preciso

Avere un target definito è probabilmente l’aspetto più importante per un’attività. Sapere a chi rivolgersi è uno dei primi passi per costruire qualsiasi piano di comunicazione. Si possono avere idee innovative, prodotti/servizi infiniti e persino un logo fighissimo, ma non servono a nulla se non si sa a chi indirizzarli. Solo dopo aver indentificato un target preciso si potranno mettere a punto le strategie di marketing e convogliarle verso quel preciso gruppo di persone. Conoscere il pubblico di riferimento ti aiuterà a costruire i messaggi, i post sui social media, i contenuti del blog, le newsletter e le conversazioni in rete.

2 – Disperdere “energie” su troppi canali social

Avere più di un profilo sui social network, e magari postare gli stessi contenuti, può essere controproducente: non solo vi farà perdere tempo e risorse ma potrebbe anche confondere il pubblico. Meglio avere un profilo unico e ben riconoscibile in ciascuna delle piattaforme social comunemente utilizzate (Facebook, Twitter, Instagram) attraverso il quale raccontarsi ed interagire con i propri followers anche quando potrebbero arrivare dei feedback negativi. Cogli l’opportunità di mostrare ai clienti che ti interessano: rispondi ai commenti negativi in modo tale da convertirli in positivi, ma se non ci riesci puoi rimuovere il problema dai canali social chiedendo all’utente di mandarti un’email.

3 – Non investire nel video marketing di qualità

Pubblicare troppo o troppo poco è un errore in cui si cade spesso. Se non si aggiornano i canali social si rischia di non riuscire a costruire una relazione con i propri followers, al contrario la pubblicazione ripetitiva, soprattutto se auto-referenziale, spesso irrita il pubblico, che perde interesse. Il coinvolgimento da parte degli utenti aumenta variando la tipologia di contenuto. Per questo motivo, il video marketing, ha assunto un ruolo significativo. Entro il prossimo anno, rappresenterà probabilmente l’80% del traffico Internet globale ed è consigliabile per qualsiasi marketer investire nei video entro il 2019.

Piano di comunicazione

Costruire un piano di comunicazione in 7 mosse

Non far nulla, è già comunicare qualcosa. Per questo è importante sapere cosa si vuol fare e come farlo sapere. Un buon piano di comunicazione parte proprio da qui per costruire un messaggio che sia efficace, indirizzarlo alle persone giuste e al momento giusto, programmando con quali mezzi, budget e tempi.

  1. La fase di analisi è sempre il punto di partenza. Non possiamo decidere cosa fare e dove vogliamo arrivare senza conoscere l’azienda, i suoi prodotti, l’ambiente interno ed esterno. Bisogna valutare i punti di forza e di debolezza dell’azienda, studiare le strategie dei concorrenti ed avere una idea del posizionamento sul mercato.
  2. Definire gli obiettivi. Quali obiettivi devo perseguire: farmi conoscere, farmi apprezzare, far agire? La comunicazione non fa necessariamente vendere, ma può avere un impatto più o meno diretto sull’aumento del fatturato. Può, dunque, tornarci utile il concetto di obiettivi S.M.A.R.T.

Specifici: gli obiettivi devono essere molto dettagliati e non riferirsi a qualcosa di generico. Cosa vogliamo fare? Come vogliamo farlo? Entro quando vogliamo portarli a termine? Chi vogliamo coinvolgere e perché dobbiamo raggiungerli?

Misurabili: deve essere semplice capire in termini quantitativi se gli obiettivi sono stati raggiunti o quanto manca al loro raggiungimento. Tanto più saranno specifici, tanto più riuscirai a misurarli.

Accessibili: gli obiettivi devono essere pensati in funzione di ciò che abbiamo a disposizione e cioè capacità, risorse economiche, strumenti.

Realistici: è facile farsi prendere la mano e puntare a risultati irraggiungibili. gli obiettivi devono essere concreti e trovare riscontro nella realtà.

Temporizzabili: devono essere circoscritti in un determinato arco temporale.

  1. Individuare le buyer personas. La comunicazione è sempre rivolta ad un target, che bisogna identificare se si vuole raggiungere. Sono da evitare i messaggi rivolti all’universo mondo. A forza di voler convincere tutti, non si ottiene nulla. Descrivere le buyer personas, ossia i destinatari dei tuoi messaggi, cercando di segmentarli il più possibile anche dal punto di vista socio-culturale, ti aiuterà nella costruzione del tuo messaggio.
  2. Attuare una strategia. Le strategie servono per spiegare in che modo intendiamo muoverci dalla situazione iniziale alla situazione che vogliamo raggiungere delineata dai nostri obiettivi. Deve esprimere un’idea chiara, deve fissare dei concetti, unire dei puntini per svolgere le attività con maggior consapevolezza. Siamo arrivati al punto focale del piano di comunicazione: trovare nuove idee!
  3. Scegli gli strumenti di comunicazione. Dopo aver stabilito ciò che bisogna dire, bisogna decidere come si vuole inviare il messaggio? Attraverso quali media e con quali supporti? I diversi mezzi offline e online di cui si dispone per veicolare i messaggi determinano dal punto di vista della comunicazione il messaggio stesso. La scelta delle aziende ricade solitamente su un mix di strumenti, poiché si tende a considerare comunicazione efficace quella che utilizza più mezzi per raggiungere la massima percentuale di target.
  4. Definizione dei flussi. Definire il flusso significa inserire tutte le attività in una linea del tempo che possa determinare la durata del piano di comunicazione. Anche il tempo è un fattore determinante per veicolare i messaggi e raggiungere una comunicazione efficace.
  5. Calcolo del budget. Nessuna strategia regge senza una corretta esecuzione. E qualsiasi azione ha bisogno del propellente fondamentale: il danaro. Acquisto di spazi, creazione dei messaggi, competenze tecniche, sono tutte cose che hanno un costo. Analizza le risorse economiche ed umane necessarie all’esecuzione delle varie attività, perché i benefici della comunicazione incrementano il valore patrimoniale dell’azienda.