Antiquitatis Volumina

Documentario

Presentazione

Attraverso le parole dei principali protagonisti il corto documentario diretto da Maurizio Andreanò, ripercorre le tappe che hanno portato all’esposizione delle edizioni del XV e XVI secolo custodite dalla Biblioteca di Taormina: dalla catalogazione dei libri antichi alla realizzazione della mostra a cura del Comune di Taormina e della Soprintendenza dei Beni culturali di Messina.

“Antiquitatis volumina” si inserisce, nel progetto “Si scrive Europa, si legge Cultura”, promosso dalla testata giornalistica nazionale Pickline e approvato dal Mibac, per il “2018 Anno europeo del Patrimonio culturale”. Un progetto di promozione e divulgazione del patrimonio culturale italiano ed europeo.

Sponsor

Corto documentario realizzato grazie al sostegnio economico degli sponsor:

 

Antiquitatis Volumina (Testo)

FG: Francesca Gullotta, assessore alla Cultura di Taormina
MB: Mario Bolognari, sindaco di Taormina
AMP: Annamaria Piccione, dirigente responsabile Beni Bibliografici e Archivistici della Soprintendenza di Messina
FQ: Fabrizio Quadrella, esperto catalogatore Soprintendenza di Messina
GM: Gabriella Mento esperta catalogatrice Soprintendenza di Messina
MR: Maria Rabe, esperta catalogatrice Soprintendenza di Messina

Introduzione

FG: I libri custodiscono la nostra storia, custodiscono la nostra memoria, sono amici. Dentro questi scaffali, in silenzio, con umiltà, aspettano di essere letti. Il patrimonio che vedete in questa sala della città di Taormina è ricco di libri. Sono più di 28 mila i volumi custoditi e di questi più di 2.300 volumi, sono all’interno di questo splendido fondo antico.

Questa mostra nasce da una collaborazione con la Soprintendenza di Messina, con lo staff dell’architetto Piccione e, naturalmente, nasce dalla volontà dell’assessorato alla Cultura, nonché di tutta l’amministrazione, che ha voluto fortemente che i tesori custoditi all’interno di questo contenitore, costruito per la prima volta nella seconda metà del 1400, potessero essere fruiti da tutti.

AMP: Nell’ambito dell’attività di tutela e conservazione dei beni bibliografici della provincia di Messina, la sezione per i beni bibliografici e archivistici della Soprintendenza ha realizzato un articolato progetto di catalogazione e la sua successiva informatizzazione ne ha permesso la fruizione e la valorizzazione. Proprio a seguito di questo progetto di catalogazione è stata possibile la realizzazione di una mostra all’interno della sala Giovanni di Giovanni della biblioteca di Taormina.

Tale progetto è stato possibile con una fattiva sinergia insieme al Comune, in particolar modo con l’assessore alla Cultura, professoressa Gullotta, che ci ha appunto chiamato per poter realizzare una mostra del patrimonio bibliografico posseduto dalla biblioteca.

MB: La città di Taormina ha una storia millenaria e anche una storia molto importante sia nel periodo romano che nei successivi secoli. La sua notorietà turistica tuttavia inizia soltanto nella seconda metà dell’Ottocento quando alcuni grandi viaggiatori la resero nota in tutta Europa e anche nel Nord America e questo produsse un primo flusso di curiosi di intellettuali di persone che hanno in qualche modo poi a loro volta rilanciato la notorietà turistica della città. Questo lancio era tutto legato al passato, era legato, alla storia, alla sedimentazione dei beni culturali che la città aveva nei secoli prodotto, compreso il patrimonio librario, tuttavia il prorompente sviluppo del turismo proprio a fine Ottocento e primi Novecento e poi anche gli anni 20/30 ha prodotto anche inevitabilmente un meccanismo, uno sviluppo, della modernizzazione che ha fortemente modificato sia l’aspetto urbanistico sia anche il tipo di beni che venivano in qualche modo offerti al turista e questo inevitabilmente ha fatto dimenticare nel tempo le vestigia, le origini, della città.

FG: Abbiamo voluto che questi incunaboli, mai visti, potessero diventare patrimonio – mi permetto di dire – dell’umanità che viene qui quotidianamente. Avere la possibilità di leggere qualche pagina di questi testi antichi – qui vedete un tascabile veramente interessante! – testi che si occupano di scienze, di arte, di filosofia, di teologia è sicuramente una grande opportunità.

MB: È un tentativo di ricollocare il prodotto turistico Taormina sul mercato ritornando alle origini, cioè ritornando a quelli che erano stati i veri motivi culturali per cui gli intellettuali del ‘600 del ‘700 dell’800 si erano particolarmente interessati e appassionati alla storia della Sicilia la storia della città di Taormina, questo perché vogliamo, in qualche modo, rivedere l’identità della città che si presenta oggi, che si dovrebbe presentare oggi sotto una veste diversa da quella degli anni 50-60, quando il turismo che era tradizionalmente legato alle stagioni, alla stagione invernale e nessuno veniva d’estate a Taormina fino a metà degli anni 60, adesso invece le proporzioni si sono rovesciate e noi vorremmo in qualche modo anche cambiare la stagionalità di questo flusso turistico.

Antiquitatis Volumina

AMP: Il percorso espositivo è costituito da un suggestivo tracciato che comprende l’esposizione di 6 incunaboli su 13 posseduti dalla biblioteca, datati dal 1480 al 1499. Sono esposte anche 36 cinquecentine delle 250 possedute dalla biblioteca, che trattano vari argomenti, argomenti, argomenti di diversa natura.

Si può ammirare anche una rarissima carta geografica del 1567.

FQ: Essa raffigura, con minuziosa esattezza i paesaggi e i luoghi, allora misteriosi e sconosciuti, della scandinavia e del nord Europa.

FG: Tra questi testi troverete grandi trattati di teologia: di Agostino, Di Tommaso D’Aquino e troverete anche testi di Anselmo d’Aosta. Sapete perfettamente che in età medievale la cultura era monopolio della Chiesa e pertanto Taormina aveva conventi illustri: il convento dei Cappuccini, il convento dei Domenicani, il convento degli Agostiniani. Bene! In questo luogo all’interno di questo fondo antico c’è in effetti tutto il patrimonio librario di questi illustri conventi del passato.

FQ: Un mirabile esempio di letteratura religiosa è questa bibbia sacra, edita a Lione nel 1542, e storicamente molto significativa perché corredata dal commento del noto teologo Michele Serveto.

Altrettanto storicamente significativo, questo volume edito a Venezia nel 1539, che racchiude le prediche infuocate di Girolamo Savonarola, raffigurato nel medaglione impresso nel frontespizio. Proprio a causa di queste prediche, il frate domenicano, fu arso vivo sul rogo a Firenze nel 1498.

MR: Questo incunabolo del 1480 di Antonino Santo la caratteristica peculiare la ritroviamo in queste iniziali stilografiche, dipinte a mano, e vediamo che c’è uno spazio apposito dov’è il tipografo, in attesa di riscontro economico, riusciva a disegnare e a colorare quindi cercare anche un amanuense che riuscisse a colorare rendere ancora più prezioso il testo.

Questa caratteristica non la troviamo in tutti i testi come possiamo notare in quest’altro incunabolo di Tommaso D’Aquino del 1490, dove esistono proprio dei vuoti, in attesa di essere riempiti perché non sempre il tipografo aveva la possibilità economica di provvedere a questo arricchimento del testo.

FQ: Abbiamo qui un incunabolo col frontespizio tipico a forma conica è una nitida è lineare vignetta xilografica. Questa è una preziosa opera del 1495 di Jacopo da Varagine.

Durante il corso del 1500 il frontespizio conoscerà uno sviluppo artistico e stilistico poderoso. Il frontespizio sarà sempre più riccamente decorato ed ornato, spesso racchiuso in sontuose cornici architettoniche, come in questa opera edita a Colonia nel 1533.

Pregevolissimo questo incunabolo del 1499 che spicca per la coperta in pelle dura filigranata in oro con titolo impresso con caratteri dorati.

GM: Nell’anatomia del libro i tagli sono quelle parti del libro in cui si vedono i fogli. Veniva usato colorare il taglio stesso per evidenziare le argomentazioni.

I colori che venivano usati andavano dal rosso al marrone, raramente il verde come vediamo in questo esemplare. Più erano colorati, più era importante l’argomentazione trattata. La filosofia e la religione erano le argomentazioni che spiccavano nelle colorazioni.

Questo rarissimo incunabolo di Dominic of Flanders, evidenzia l’argomentazione trattata di carattere religioso dalla colorazione dei suoi tagli. I colori usati sono il rosso Il bordeaux e marrone. I colori così accesi permettevano al lettore, di prendere il libro con la consapevolezza dell’importanza dell’argomentazione trattata.

FQ: Ci troviamo qui davanti a uno delle più celebri marche tipografiche del 1500, la cosiddetta aldina, così chiamata perché emblema della tipografia di Aldo Manuzio ed i suoi eredi. I più grandi e insigni tipografi veneziani del 1500. Ragguardevole è la simbologia di questa immagine, che rappresenta un delfino accollato a un’ancora: simboli della vivacità di ingegno e della fermezza d’animo.

Assai pregevole quest’opera di Lorenzo Pezzi dal titolo “La vigna del Signore”, simbolicamente datata 1599. Essa, infatti, per i motivi floreali, per le ricche decorazioni architettoniche, per i motivi di natura religiosa: con i quattro evangelisti raffigurati, sembra preludere alla nascente arte barocca del 1600.

Impreziosisce ulteriormente questa seguitissima mostra, un testo edito a Barcellona nel 1597. È particolarmente caratteristico perché scritto in lingua originale spagnola.

Racchiudono questa interessantissima esposizione bibliografica due testi riguardanti la letteratura religiosa, quella letteratura che caratterizzerà tutto il 1600. Abbiamo un volume contenente le controversie teologiche del famoso è potente Cardinale gesuita, Roberto Bellarmino, edito nella famosa città tedesca di Ingolstadt nel 1596 e poi un’opera di trattatistica morale del gesuita spagnolo Ioanne Azorio, con stemma dei gesuiti, che chiude il secolo delle cinquecentine perché pubblicato a Roma nel 1600.

Conclusione

AMP: Ritengo che la mostra abbia dato la possibilità di portare alla luce i tanti tesori conservati all’interno della biblioteca.

MB: Questa è un’iniziativa, quindi, che ha un valore culturale, ha un valore di rispetto, di tutela e di valorizzazione del patrimonio storico, ma è anche un’operazione, potrei dire, di marketing nel tentativo di dare un’immagine nuova, ma che ritorna alle origini della città.

FG: Qual è il compito delle istituzioni? Qual è il compito dell’assessorato alla Cultura di una città notabile, importante qual è Taormina? Sicuramente quello di conservare questi tesori a che le generazioni future possano trovarli ben tenuti, ma soprattutto anche promuovere questi tesori a che l’immenso pubblico, che quotidianamente visita la nostra città, lo possa sostanzialmente vedere.

Il nostro grande desiderio è che si pensi alla nostra città non soltanto come il luogo meraviglioso in cui è possibile guardare i panorami e la natura o divertirsi, ma anche pensare a Taormina come custode di antiche memorie e la memoria senza la cultura è sicuramente destinata a scomparire.

Credits

Con la partecipazione:
Mario Bolognari
Francesca Gullotta
Annamaria Piccione
Fabrizio Quadrella
Gabriella Mento
Maria Rabe

Grazie alla collaborazione:
del Comune di Taormina
della Soprintendenza di Messina

Musiche:
Concerto a’ 4 Violini No 2
(Telemann – Jon Sayles)
Largo – from Concerto No 5
(J.S. Bach – Jon Sayles)
Gavotte en Roundeau 4th Lute Suite
(J.S. Bach – Jon Sayles)
Double Violin Concerto 1st Movement
(J.S. Bach – Jon Sayles)

Regia e montaggio:
Maurizio Andreanò

Riprese e fotografia:
Fulvio Lo Giudice

Produzione:
©2019 Maurfix Srl

Sponsor:
Studio medico di Otorinolaringoiatria e Allergologia
Dott.ssa Daria Caminiti
www.dariacaminiti.it

Laboratorio analisi cliniche
Centro Analisi Biomediche S.r.l.
della Dott.ssa Luisa Russo
www.centroanalisibiomediche.it

Sciacca Assicurazioni
www.sciaccassicurazioni.com